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09 agosto 2018 - Le principali novità del decreto dignità

IL DECRETO DIGNITA’ E’ LEGGE: EVIDENZIAMO LE PRINCIPALI NOVITA’

Contratti a termine: dopo 12 mesi scattano le causali
Il limite è di 12 mesi, poi il proseguimento di un contratto a termine può avvenire solo in presenza di causali entro il tetto complessivo di 24 mesi. Per ogni rinnovo scatta l’aumento dello 0,5%, le proroghe scendono a 4. La nuova disciplina si applica ai contratti stipulati dopo i 14 luglio 2018, nonchè ai rinnovi e alle proroghe successivi al 31 ottobre.

Nuovi Voucher: si estende a 10 giorni l’utilizzo
Il divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale non si applica alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive del turismo che hanno fino a 8 lavoratori, all’agricoltura e agli enti locali: l’arco temporale per la durata della prestazione non deve superare i 10 giorni (rispetto ai precedenti 3 giorni).

Giochi: divieto di pubblicità
Vietata la pubblicità per giochi, scommesse e gioco d’azzardo, anche sotto forma di sponsorizzazione, con inasprimento al 20% delle sanzioni per chi viola il divieto. Logo “no slot” per chi elimina le macchinette, tessera sanitaria obbligatoria per giocare e scritta sui Gratta e Vinci, «il gioco nuoce alla salute». Aumento del Preu per finanziare il bonus assunzioni

Iper ammortamento
Il decreto modifica la disciplina dell’iper ammortamento. L’agevolazione, consistente in una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di beni materiali strumentali nuovi, è stata introdotta dalla legge di stabilità 2017 per favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”. In particolare, si stabilisce che:

  • l’iper ammortamento spetta a condizione che i beni agevolabili siano destinati a strutture produttive situate in Italia;
  • se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione, i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive situate all’estero (anche se appartenenti alla stessa impresa), si procede al recupero dell’iper ammortamento; Le nuove disposizioni sull’iper ammortamento si applicano agli investimenti effettuati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge, cioè dopo il 14 luglio 2018.

Prelievo erariale unico (Preu)
Il decreto prevede l’aumento del prelievo erariale unico (Preu) sugli apparecchi idonei per il gioco lecito, slot machine e videolottery. La misura del prelievo viene rispettivamente rimodulata secondo le seguenti nuove aliquote:

  • 19,25% e 6,25% dell’ammontare delle somme giocate dal 1° settembre 2018;
  • 19,6% e 6,65% dell’ammontare delle somme giocate dal 1° maggio 2019;
  • 19,68% e 6,68% dell’ammontare delle somme giocate dal 1° gennaio 2020;
  • 19,75% e 6,75% dell’ammontare delle somme giocate dal 1° gennaio 2021;
  • 19,6% e 6,6% dell’ammontare delle somme giocate dal 1° gennaio 2023. Si ricorda che il Dl 50/2017 aveva fissato la misura del prelievo erariale unico per slot machine e videolottery rispettivamente al 19% e al 6% dell’ammontare delle somme giocate (articolo 6).

Redditometro
Queste le novità previste in materia di redditometro:

  • viene abrogato l’Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche e si stabilisce che le sue disposizioni cessano di avere efficacia per gli anni di imposta successivi al 2015:
  • il Dm abrogato verrà sostituito da un nuovo decreto che individuerà gli elementi indicativi di capacità contributiva;
  • si stabilisce che le nuove disposizioni non si applicano agli inviti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento, per gli anni fino al 2015. In ogni caso non si applicano agli atti già notificati e non si procede al rimborso delle somme già pagate.

Spesometro
Il decreto interviene anche sulla disciplina della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute a cui sono tenuti i soggetti passivi Iva (spesometro). In sintesi, queste le novità:

  • la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 deve essere effettuata entro il 28 febbraio 2019 e non più entro il prossimo 30 novembre;
  • in caso di opzione per la trasmissione con cadenza semestrale, i termini di invio sono fissati al 30 settembre per il primo semestre e al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre;
  • i contribuenti, assoggettati alle disposizioni in materia di fatturazione elettronica, obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, sono esonerati dall’obbligo di annotazione delle fatture nei registri Iva.

Fatturazione elettronica per le cessioni di carburante
Viene confermato:

  • che l’obbligo di documentare con fattura elettronica gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi Iva scatterà dal 1° gennaio 2019;
  • lo slittamento al 1° gennaio 2019 del non assoggettamento all’obbligo della certificazione dei corrispettivi per le cessioni di carburanti e lubrificanti nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione;
  • lo slittamento al 1° gennaio 2019 dell’abrogazione: a) degli obblighi di documentazione sostitutiva della fattura relativa agli acquisti di carburante, cioè della scheda carburante; b) del Dpr 444/1997, che contiene le norme per la semplificazione delle annotazioni da apporre sulla documentazione relativa agli acquisti di carburanti per autotrazione; c) dell’obbligo di emettere fattura, dietro richiesta degli autotrasportatori, in luogo della scheda carburante; d) del decreto 24 giugno 1999 che indica gli adempimenti relativi agli acquisti di oli da gas effettuati presso gli impianti di distribuzione di carburanti dagli autotrasportatori;
  • l’applicazione dal 1° luglio 2018 delle disposizioni relative alle modalità di pagamento con mezzi tracciabili e al riconoscimento del credito d’imposta agli esercenti gli impianti di distribuzione di carburante. Inoltre, resta confermato l’obbligo del pagamento mediante mezzi tracciabili (bonifico bancario o postale, assegni, addebito diretto in conto corrente, carte di credito, bancomat e carte prepagate) per poter beneficiare della detraibilità Iva e della deducibilità dell’acquisto dei carburanti da parte dei titolari di partita Iva e la facoltà di utilizzo della scheda carburante. Fatturazione elettronica per le prestazioni rese da subappaltatori Infine, si ricorda che non sono interessate dallo slittamento dell’entrata in vigore dell’obbligo della fattura elettronica le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’amministrazione pubblica, per le quali l’obbligo della e-fattura è scattato lo scorso 1° luglio.

Split payment
I professionisti vengono nuovamente esclusi dall’applicazione della scissione dei pagamenti (split payment), vale a dire il meccanismo in virtù del quale per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di amministrazioni pubbliche, sono direttamente queste ultime a versare l’Iva all’erario. Infatti, al pari di quanto era previsto dalla versione originaria della disciplina, ne viene riproposta l’inapplicabilità alle prestazioni di servizi i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o di acconto. La novità opera con riferimento alle operazioni per le quali la fattura è emessa dopo il 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del “decreto dignità”).

Compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti nei confronti della Pa
Si estende anche al 2018 l’efficacia delle norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pubblica amministrazione (e certificati con le modalità previste dalla normativa vigente), qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato. La possibilità di compensare opera con riferimento ai carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.

06 luglio 2018 - ACQUISTI CARBURANTE DAL 01/07/2018

Ancora carta carburanti fino al 31 dicembre 2018
Dal 1° luglio 2018 (e fino al prossimo 31 dicembre 2018) i titolari di partita Iva (ad esclusione degli autotrasportatori) continuano a documentare gli acquisti di carburanti con la carta carburanti. L'obbligo della fattura elettronica scatterà dal 1° gennaio 2019.

Autotrasportatori
Dal 1° luglio 2018 (e fino al prossimo 31 dicembre 2018) gli autotrasportatori continuano a documentare gli acquisti di carburanti attraverso la fattura (non elettronica). L'obbligo della fattura elettronica scatterà dal 1° gennaio 2019.

Pagamenti
Dal 1° luglio 2018 gli acquisti di carburante, da parte di tutti i soggetti passivi IVA, dovrà avvenire tramite strumenti che assicurino la tracciabilità del pagamento. Il mancato rispetto di questa regola comporta l'indeducibilità del costo ai fini delle imposte dirette e l'indetraibilità ai fini IVA. I mezzi di pagamento idonei a consentire la tracciabilità sono:

  • gli assegni bancari, postali, circolari, nonché i vaglia cambiari e postali;
  • mezzi di pagamento elettronici, tra cui, a titolo meramente esemplificativo, addebito diretto, bonifico bancario o postale, bollettino postale, carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente. Tali mezzi di pagamento risultano validi, ai fini della detraibilità dell'Iva e della deducibilità del costo, anche nel caso in cui il pagamento avvenga in un momento diverso rispetto alla cessione.
06 giugno 2018 - Vietato pagare le retribuzioni in contanti dal 1 Luglio, Prescrizione...

DAL 1° LUGLIO 2018 VIETATO PAGARE LE RETRIBUZIONI IN CONTANTI Dal 1° luglio 2018 viene meno la possibilità di pagare in contanti le retribuzioni, indipendentemente dal loro ammontare. In fatti la norma prevede che “i datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato”. Ai fini organizzativi, per evitare di arrivare impreparati, i datori di lavoro dovranno avvisare i lavoratori e invitarli a comunicare le coordinate bancarie, ovvero gli estremi di uno strumento elettronico utilizzabile (per esempio carta di credito con Iban) oppure l’eventuale adozione di un sistema alternativo (per esempio, assegno circolare o bancario).

PRESCRIZIONE E TERMINI DI DECADENZA Le dichiarazioni dei redditi attualmente in corso di predisposizione non sono più soggette al raddoppio dei termini di decadenza dell'accertamento da parte dell'amministrazione finanziaria, anche se emergono violazioni di tipo penale. In realtà però i contribuenti e gli uffici fino alle dichiarazioni presentate nel 2016 (redditi 2015), dovranno confrontarsi con le vecchie regole. Basti pensare che la potestà di rettifica proprio per le dichiarazioni relative all'anno 2015 (presentate nel 2016) decadrà, in presenza di reati tributari, il 31 dicembre 2024, mentre per le dichiarazioni dell'anno successivo (relative al 2016 e presentate nel 2017) la data di decadenza, vigendo i nuovi termini, sarà precedente di due anni.

RIFORMA DELLE PENSIONI: QUOTA 100 La riforma Fornero resta al centro del percorso di attuazione del “contratto” di governo, anche se i nodi da sciogliere, per il superamento delle regole previdenziali in vigore sono numerosi. Prima di arrivare alle nuove anzianità targate “quota 100” (con un minimo di 64 anni e non più di 3 anni di contribuzione figurativa), o “quota 41” a prescindere dall’età, il Governo dovrà decidere se le future pensioni a requisiti ridotti saranno ricalcolate o meno con il “contributivo” ragguagliato ai coefficienti di trasformazione a 64 anni. Il ricalcolo è meno penalizzante di quello conosciuto con la sperimentazione “opzione donna” (che dovrebbe essere riproposta dal governo) poiché modificherebbe la valorizzazione solo dei versamenti successivi effettuati dal 1996 e fino al 2012 da parte di lavoratori con meno di 18 anni di contratto prima della riforma Dini.

ATTIVITA’ PROFESSIONALI: CONTRIBUTI PER PROGETTI DI INNOVAZIONE, DIGITALIZZAZIONE E INFORMATIZZAZIONE Si rivolge ai liberi professionisti ordinistici e non, provvisti di partita Iva. Le domande dalle ore 10 del 22 maggio 2018 alle ore 17 del 26 giugno 2018. Il bando ha lo scopo di incrementare le attività di libera professione a supporto dei processi produttivi e dell’economia regionale. Il beneficio consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute. I beneficiari sono:

  • liberi professionisti iscritti all'ordine, con partita Iva, registrati alle rispettive Casse di previdenza;
  • liberi professionisti non iscritti all'ordine, con partita Iva, operanti in forma singola, o associata di “studi formalmente costituiti“ (esclusa l'impresa) e registrati alla gestione separata Inps o appartenenti ad Associazioni professionali riconosciute. Gli interventi ammessi sono:
  • innovazione tecnologica
  • ristrutturazione, organizzazione e riposizionamento delle attività
  • diffusione della cultura dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica delle attività.
11 maggio 2018 - Privacy, Bonus bebé, Premio alla nascita, Bonus asilo nido e...

PRIVACY
Le nuove regole europee sulla privacy diventeranno operative il 25 maggio 2018, anche se ancora è in ritardo la delega prevista dalla legge 163 del 2017 in quanto manca il decreto legislativo che deve coordinare la nuova legislazione europea con quella attualmente in vigore. Tale provvedimento è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri del 21 marzo scorso, ma però ancora non ha visto la luce nella versione definitiva. Il documento dovrà essere sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari e del Garante. Ovviamente è una corsa contro il tempo perché la delega scade il 21 maggio 2018. Questo ritardo non aiuta chi dal 25 maggio dovrà applicare il regolamento europeo sulla privacy. Anche per questo il Garante dichiara la propria disponibilità ad accompagnare «le imprese italiane e i soggetti pubblici in questo passaggio con un approccio equilibrato e pragmatico, facendo appello alla categoria della saggezza».

BONUS BEBE’
L’assegno di natalità, detto bonus bebè, è un contributo mensile attribuito in base a requisiti reddituali e destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. Per le nascite (o adozioni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018 l’assegno viene erogato fino al compimento del primo anno di età (o per il primo anno dall’ingresso nella famiglia adottiva) per un totale di 960 euro in un anno. Possono beneficiarne al bonus i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 25mila euro l’anno, mentre per le famiglie con Isee fino a 7mila euro il contributo raddoppia a 1.920 euro (160 euro al mese). La domanda può essere effettuata online sul sito Inps attraverso il servizio dedicato, che permette di visualizzarne anche l’esito; in alternativa, si possono utilizzare il contact center Inps (803164 da fisso, 06164164 da cellulare) oppure i servizi telematici di enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

PREMIO ALLA NASCITA
Oltre al bonus bebè, ci sono altre agevolazioni a disposizione delle famiglie che attendono un bambino. Tra queste rientra il premio alla nascita di 800 euro - detto bonus mamma domani - che scatta per i bambini nati, adottati o dati in affido dal 1° gennaio 2017 in poi. Si tratta di un contributo, non tassato e attribuito a prescindere dal reddito (non occorre l’Isee), versato dall’Inps in un’unica soluzione. La domanda per ottenere il bonus deve essere presentata dalla futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio ottavo) o alla nascita, adozione o affido: in ogni caso la richiesta deve essere effettuata improrogabilmente entro un anno dall’evento (nascita, adozione, affidamento). Le madri interessate al contributo devono avere residenza in Italia e cittadinanza italiana, comunitaria, oppure essere extracomunitarie con permesso di soggiorno o rifugiate politiche. La richiesta può essere effettuata online dal sito Inps (con Pin personale) o, in alternativa, sempre via contact center o enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

BONUS ASILO NIDO
Altra misura di sostegno alle famiglie è il cosiddetto bonus asilo nido, destinato ai genitori di bambini nati dal 1° gennaio 2016 in poi, che prevede un contributo di massimo 1.000 euro l’anno per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati. Il contributo può essere erogato entro il limite di spesa annuo (per il 2018 è di 250 milioni di euro), in base all’ordine cronologico di presentazione domande online. Il premio, infine, non è cumulabile con la detrazione Irpef del 19% per le spese per il nido.

AGGIORNAMENTO MODELLI DEGLI STUDI DI SETTORE
L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato i modelli e le istruzioni degli studi di settore che consentono l’applicazione dei correttivi cassa per i contribuenti esercenti attività d’impresa in contabilità semplificata. In pratica nel modello studi di settore dovrà essere assicurata la corrispondenza fra quanto indicato in quadro G (dati contabili del modello dichiarazione dei redditi) e quanto affluisce al quadro F (dati contabili indicati negli studi di settore). In questo senso le istruzioni specificano che, per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa in contabilità è necessario indicare oltre ai dati delle rimanenze inziali che già affluiscono nella determinazione del reddito imponibile, anche quelli delle rimanenze finali che dal 2017 non concorrono più alla formazione del reddito d’impresa.

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